Parrocchia San Giacomo Apostolo
Rivarolo Canavese
Rivarolo Canavese
La Parrocchia di San Giacomo Apostolo in Rivarolo affonda le sue radici nell’antica Pievania di Rivarolo, dedicata a San Cassiano martire, che faceva parte delle 14 Pievi in cui era suddiviso il territorio diocesano e le cui origini si perdono nell’epoca medievale. La Pieve si trovava dove oggi sorge il Cimitero, nella regione detta appunto di San Cassiano, luogo dove sono stati trovati, nel secolo XIX, reperti archeologici di una antica necropoli romana e dove alcuni studiosi ritengono fosse ubicato il primo nucleo di Rivarolo.
La Pievania, probabilmente sotto il patronato dei Conti di San Martino che avevano il diritto di nominare il Pievano, aveva giurisdizione su molte chiese sparse in un vasto territorio, più esteso dell’attuale Vicaria rivarolese e comprendente anche paesi che oggi appartengono alla Diocesi di Torino. Nel XIV secolo, in Rivarolo, erano sotto la giurisdizione del Pievano la chiesa di San Desiderio e la cappella di San Giacomo, costruita nel XIII secolo entro le mura del borgo. Le altre chiese rivarolesi, San Michele e Santa Maria “de Glario” con annesso Hospitale, appartenevano all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, era inoltre già fiorente il Convento di San Francesco. Oggi, di San Cassiano non rimane traccia se non come toponimo, Santa Maria fu distrutta nel 1523 da una furiosa piena dell’Orco e di San Desiderio resta la torre campanaria.
Alla fine del Quattrocento, con l’ingrandirsi del borgo di Rivarolo e con lo spopolamento delle campagne, il Pievano, ottenuto il benestare del Prevosto di San Michele e del Comune di Rivarolo, trasferì la propria sede presso la cappella di San Giacomo. La Parrocchia, che già nel 1300 era denominata “dei Santi Cassiano e Giacomo”, divenne allora semplicemente “di San Giacomo Maggiore”. Poco dopo questo trasferimento la piccola cappella di San Giacomo fu abbattuta per far posto ad una chiesa più grande a tre navate, con annesso cimitero e casa parrocchiale. Un’antica torre adiacente alla cappella venne rinforzata ed elevata di due piani per farne il campanile. Una tradizione piuttosto radicata dice che si trattava della torre civica, non ci sono però documenti che lo possano confermare o smentire.
Nel 1733, visto il degrado della chiesa, dopo un malriuscito tentativo di restauro, il Comune decise di abbattere l’edificio pericolante e di ricostruire la parrocchiale in forme barocche, su progetto dell’architetto alladiese Costanzo Michella. La nuova chiesa, terminata verso la fine del 1736, fu consacrata dal Vescovo di Ivrea, monsignor Ottavio Giuseppe Pochettini di Serravalle, il 20 giugno 1775.
Nel 1819, su richiesta degli abitanti di Argentera e nonostante l’opposizione del Comune di Rivarolo, un vasto territorio, comprendente la frazione e i suoi cascinali, fu staccato dalla Pievania per formare la nuova Parrocchia di San Grato.
Nel 1828, il parroco don Giuseppe Andrea Recrosio ottenne, per se e i suoi successori, di mutare l’antico titolo di Pievano in quello di Arciprete. Nel 1993, don Luigi Mabrito ottenne dal Vescovo di Ivrea, mons. Luigi Bettazzi, la restituzione del titolo di Pievano.
Nel novembre del 1925 l’Arciprete mons. Giuseppe Antonio Auda diede l’avvio alla pubblicazione del Bollettino Parrocchiale, iniziativa portata avanti dai suoi successori, cosicché oggi la raccolta dei Bollettini costituisce una preziosa fonte di informazione, sia sulla vita della Parrocchia, sia sulla cronaca e la storia dell’intera Città.
Dal 2007 le due parrocchie di San Giacomo Apostolo e di San Michele Arcangelo sono rette da un unico Parroco, formando, di fatto, un’unica Unità Pastorale.
Nel 2000, Anno Santo del Grande Giubileo, il Vescovo di Ivrea, mons. Arrigo Miglio annoverò la chiesa di San Giacomo Apostolo di Rivarolo tra le Chiese Giubilari della Diocesi, provvedimento riproposto dal Vescovo mons. Edoardo Cerrato per il Giubileo Straordinario della Misericordia nel 2016 e per il Giubileo Ordinario nel 2025.
L’elenco, piuttosto lacunoso per i primi secoli, è desunto da documenti di vario tipo (testamenti, atti notarili, contratti, ecc.) nei quali è indicato il nome del Pievano pro tempore. Dal 1562, anno in cui inizia la compilazione dei Registri Parrocchiali (Atti di Battesimo, di Matrimonio e di Morte), la successione dei Pievani e degli Arcipreti è certa:
1324 Antonio dei Conti di San Martino
?? Umberto di Rocca
1342 Giovanni Novello
1360 Pietro Vareglio, canonico di Ivrea
1368 Pietro Stria da Bairo
?? Fra Franceschino Costa da Rivarolo, che rinuncia a favore di
?? Guglielmo Costa
1530 Nicola Tapparati
1545 Martino Peronetto da Rivarolo
1559 Francesco Fecia da Strambino
1584 Giovani Cortassa da Rivarolo
1617 Ludovico Ferrero da Rivarolo
1648 Defendente Agosta da Rivarolo, deceduto in concetto di santità
1678 Giovanni Vittone, Elemosiniere di Sua Altezza Reale e poeta
1695 Guglielmo Vittone da Rivarolo
1701 Domenico Preverino da Rivarolo
1731 Domenico Vercellono da Rueglio
1777 Pietro Giuseppe Torreano da Villate
1815 Giovanni Antonio Gianotti da Torino, canonico della Cattedrale di Ivrea e poi di Torino,
Arcivescovo di Sassari e poi Vescovo di Saluzzo
1819 Giuseppe Andrea Recrosio da Rivarolo
1862 Giovanni Antonio Rolando da Rivarolo
1883 Giuseppe Antonio Auda da Albiano
1927 Giovanni Capirone da Montanaro
1968 Luigi Mabrito da Vidracco
2007 Lorenzo Santa da Castelrosso di Chivasso
2012 Raffaele Roffino da Andrate
(Tratto da: Compagnia di San Giacomo in Rivarolo Canavese, Luglio 2025, pubblicazione a 250 anni dalla Dedicazione della Chiesa Parrocchiale e 150 anni dalla fondazione della Compagnia)
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